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…l Poeti mettono in rima la loro solitudine ( Charles Bukowski)

 

… e qui,  do ragione a Bukowski a modo  mio.

 

Caffè Garibaldi

 

Come sferza ogni volto

stanotte tramontana

e oscura le luci, là in fondo

al porto.

 

Sto sulla soglia

le spalle al caldo, incerto

se andare

dove ogni sguardo

si fa straniero.

                                    [Tonino, 9 dicembre 07]

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geografie, geometrie

Ecco un nuovo album di foto scattate qualche settimana fa a Capo Peloro.
Ho scoperto che mi affascina l’idea di cogliere l’aspetto inconsueto di alcuni luoghi. Le tracce di una passata presenza umana di cui resta solo la suggestione di punti e linee che si intersecano e danno vita a forme e figure che si sembrano quasi collocarsi fuori dal tempo e dallo spazio noto, come in alcuni sogni.
Ciò che sempre uguale a sè stesso è ,in realtà, quello che muta e fluisce costantemente: il cielo  e il mare, le nubi, i venti e le correnti. Certamente non è un caso.
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Oggi vi regalo una nuova poesia

…Così, senza aggiungere altro.
 
 

Leggendo

 

Le parole restano per anni

nascoste, avviluppate

nella carta ingiallita

e poi vivono per noi, a lenire gli affanni

dopo ogni risalita

 

Le parole hanno odore

di carta inumidita

e viva, sanno di ciò che muore

dicono

che in silenzio avanza

e morde il disamore.

 

                                                           Tonino Cafeo

20 novembre 07

 

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La giornata dei saperi

Cronaca  della giornata su http://liberamessina.splinder.com/.
 
Che bella questa nuova generazione di  movimento! Durante le giornate di Genova erano perlopiù ragazzetti delle medie e negli anni delle ultime mobilitazioni degli studenti messinesi ( verso la fine dei ’90) ancora più piccoli.Sono cresciuti letteralmente nel deserto di questi nostri anni eppure hanno una gran voglia di esserci, di partecipare.
Sono alla ricerca di riferimenti e li trovano soprattutto nella "musica ribelle" della mia e delle generazioni passate, ma c’è chi vorrebbe fare teatro , chi fa volontariato con gli ultimi degli ultimi di questa città, chi- eclettico- vorrebbe fare tante cose insieme. Stanno anche scoprendo la politica ed è bello dar loro una mano.
Così mi sono ritrovato sveglio già all’alba, sabato mattina- io che sono  un tiratardi e mi alzo presto solo quando debbo andare  in ufficio. Alle otto e mezza raggiungo Ivano dietro piazza Cairoli. L’inverter che abbiamo comprato la sera prima per trasformare la mia macchina in un perfetto sound system ha fatto i capricci: appena collegato alla batteria ha cominciato a fumare e puzzare maledettamente. Qui ci vuole uno bravo! ci diciamo mentre aspettiamo l’apertura del negozio per contrattare un cambio o una riparazione veloce, così quando arriva Francesca – gli occhi ancora gonfi di sonno- buttiamo giù dal letto Mariano e ci facciamo raggiungere. Ha inizio così una piccola odissea di prove e controprove : tre/ quattro "dottori" si affaticano sopra al "malato" senza che si possa venire a capo di nulla : " il pezzo è difettoso!- no, è la ciabatta che non va!" etc etc. alla fine si scopre che il problema sono io, o meglio, la mia macchina che fa andare la batteria a 14 anzichè a 12 volts. Il corteo studentesco è arrivato intanto al tribunale, ma – meglio tardi che mai- adesso siamo pronti anche noi.
Così – nella forma canonica delle grandi manifestazioni- con il camioncino della musica in testa- proseguiamo verso il municipio. Per un pò debbo spegnere il motore, allora in tanti si danno da fare a spingere mentre gli altri ballano e cantano.Ogni tanto  incontriamo qualche  vecchio amico che ridacchia  su questa cosa e sul mio aspetto da "eterno ragazzo", sarà invidia, forse, ma ad ogni buon conto , lo prendo come un complimento.
Arriviamo al municipio e comincia la canonica assemblea: si alternano gli interventi che hanno per oggetto le principali preoccupazioni di questo movimento. Una scuola destinata a produrre precari demotivati e pronti a piegare la schiena davanti al potere, il razzismo che cresce, l’autoritarismo e la negazione di ogni spazio di libertà.
Mi colpiscono le ragazze di questo movimento: non che ai nostri tempi non ci fossero, ma queste sono in prima fila, molto consapevoli e determinate d agire da protagoniste. Valentina è sempre più matura:  ha fatto una bell’intervento e davanti alla telecamera che la sta intervistando supera ogni timidezza.
Mi fanno venire in mente una bella poesia che Paul Eluard ha scritto per le partigiane francesi durante la guerra di liberazione. Eccola :
 
SORELLE  DI SPERANZA
Sorelle di speranza o donne coraggiose
contro la morte avete stretto un patto
quello di unire le virtù dell’amore
 
sopravvissute sorelle
vi giocate la vita perchè la vita vinca
Vicino è il giorno o mie sorelle di grandezza
che delle parole guerra e miseria noi rideremo
di quanto fu amarezza nulla resisterà
ogni viso avrà diritto alle carezze.
                                       (p. eluard)
 
A me non resta che dedicarla a tutte ( ma anche a tutti, perchè no) loro con l’augurio che tutti i sogni e i desideri per cui si lotta possano realizzarsi.
                                                                                                                    Tonino
 
 
 
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A proposito di innamoramento e amore… versi di Jacqueline Risset

Si è parlato in precedenza di amore per un luogo, fisico o della memoria. .

Tutto sommato accade qualcosa di simile fra gli umani e spessissimo nel segno dell’illusione , dello spiazzamento, dell’essere perennemente in fuga.

Jacqueline Risset- poetessa francese contemporanea e studiosa di Dante- interpreta e rivive questo tema sulla scorta del canto dei poeti provenzali del medioevo che concepivano il discorso amoroso in termini di avventura nell’assenza e nella distanza dall’oggetto dell’amore. E’

 

 

 AMOR DI LONTANO

 

Non mi hai toccato ancora

Amor passa per gli occhi

E scende nel cuore

Amor di lontano

Ci esercita

E perfeziona

 

Ma chi

Potrebbe toccarmi

Se non tu?

Passeggio nell’aria

Nel bosco sacro

Color di brina

Nell’aureola

 

JACQUELINE RISSET

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A immaginare una vita ce ne vuole un’altra- racconto di una città allegramente provvisoria

Si può amare  ancora una città come Roma, nonostante il carico di problemi connaturati all’essere una metropoli dai confini sempre più incerti? Secondo Elena Stancanelli si.
" …appunto, l’innamoramento. Che è il più cieco e il più demenziale dei criteri"  scrive. " In nessun’altra occasione ci fideremmo delle scelte operate in uno stato, diciamo così, di alterazione psicofisica. Nessuno mai si drogherebbe o si ubriacherebbe come un pazzo per capire qual’è la macchina che più gli si adatta, o l’appartamento o anche un paio di scarpe. E invece è così che stabiliamo quale sarà la persona alla quale affidare la nostra vita , corpo, pensieri e le più infime meschinità".
L’innamoramento quindi come alterazione dello stato di coscienza, una condizione che -oltre che per le persone- vale anche per i luoghi: " Ci piace un luogo, un libro quando ha sostanza sufficiente a creare un universo autonomo. Ci piace, insomma, cadere dentro cose che siano così dettagliate,esatte e verosimili da sostituire la vita per intero".
Questa è Roma per Elena Stancanelli e così la racconta in "A immaginare una vita ce ne vuole un’altra". Un viaggio nella geografia tortuosa e inafferrabile della città postmoderna alla ricerca di tutto ciò che ne fa un luogo unico e teatro di un esperienza di vita piena e irripetibile. La voce della scrittrice attraversa strade e piazze, da quelle cariche di memoria del centro storico alla più  sfuggente delle periferie, e si confonde con le mille voci dei personaggi incontrati e vissuti.
 Dalla Campo de’ Fiori  di Victor Cavallo e del teatro d’avanguardia , icona di una certa Roma alternativa degli anni 70, all’Auditorium di Renzo Piano, fino al Pincio riconquistato di notte dai ragazzi di Pietralata e di Centocelle, la città di Elena Stancanelli è "eterna" , ma non nel senso monumentale e retorico che comunemente associamo alla parola. Lo è perchè eterno è il fluire della vita e dei ricordi che accompagnano ogni pellegrinaggio per le sue vie. E la memoria di Pasolini come quella di Carmelo Bene  si può ritrovare dentro un sexy shop o in qualche altro non luogo della modernità, mentre i migranti di Piazza Vittorio possono aiutare chi a Roma è nato -e per questo  tende a lasciarsi sfuggire ogni cosa – a recuperare uno sguardo "straniero", perciò necessariamente attento e magari un pò innamorato di una città che rimane ancora , malgrado tutto, "Un posto dove ogni aspirazione potrebbe realizzarsi"
TONINO CAFEO
Elena Stancanelli- A immaginare una vita ce ne vuole un’altra-  , Ed Minimum Fax , 2007
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Versi per un mese che comincia

Vincendo un certo pudore ( ma questo blog esiste per vincere certe ritrosie) vi sottopongo questi versi miei.
buona lettura
 
 

Novembre 2007

 

C’è ancora qualche pianta fiorita

in giardino e nuvole basse, mentre

seguo il perimetro

lasciato dai tasselli

e i chiodi sul terreno lastricato

da piastrelli ruvidi e rigati

di cotto. E muri umidi

di pioggia che racchiudono

un tappeto, un caldo divano

e la tv sempre accesa

come i fari delle auto

fuori ai centri commerciali, presa

la via del ritorno alla periferia.

 

Al di là dell’asfalto le arance

colorate che ho raccolto per te,

vive come i sogni interrotti

e i pensieri su ciò che è stato

e ciò che non è,

come il tuo corpo slanciato

e fuggitivo su cui grani di dolcezza

ho consumato.

Tonino ( 1 novembre 07)

 

 

 

 
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20 ottobre: un cammino che non finirà

Quello che c’era da raccontare – di questa giornata indimenticabile- l’ho già affidato alle pagine di http://liberamessina.splinder.com/
Ma resterà nella mente e nel cuore?
Un sospiro di sollievo per essere usciti dall’angolo in cui I grandi giornali, la Confindustria e soci ci avevano confinati con il referendum sul protocollo welfare.
Una grande voglia di non stare fermi e di riportare sul territorio e nella quotidianità l’ondata di ottimismo e di passione che ci ha attraversati ma che abbiamo anche contribuito a costruire
Gli occhi ridenti di chi c’è stato per la prima volta e che sta imparando a non piegare la testa e a non accontentarsi di quello che dice la televisione.
Una insopprimibile… ALLERIA…
 
Passa ‘o tiempo e che fa
tutto cresce e se ne va
passa ‘o tiempo e nun vuo’
bene cchiù.
Voglio ‘o sole pe’ m’asciutta’
voglio n’ora pe’ m’arricurda’.
Alleria pe’ nu mumento
te vuo’ scorda’
cha hai bisogno d’alleria
quant’haje sufferto
‘o ssape sulo Dio.
E saglie ‘a voglia d’allucca’
ca nun c’azzicche niente tu
vulive sulamente da’
l’alleria se ne va…
Passa ‘o tiempo e che fa
se la mia voce cambierà
passa ‘o tiempo e nun te
cride cchiù
e ti resta solo quello che
non vuoi
e non ti aspetti niente
perché lo sai
che passa ‘o tiempo ma tu
non cresci mai.
E saglie ‘a voglia d’allucca’
ca nun c’azzicche niente tu
vulive sulamente da’
l’alleria se ne va… (PINO DANIELE)
 
Che c’entra, dirà qualcuno, col 20 ottobre ?
Non lo so, è che l’emozione che ho provato alla fine della giornata – alla stazione Termini -non saprei raccontarla meglio.
Ora guardatevi le foto e sorridete amici miei!.
Tonino

 
 
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Verso il 20 ottobre

La bella politica è quella che si fa dal basso, che si nutre  delle lotte quotidiane e vive per strada, rendendoci davvero fratelli e sorelle, figli della stessa terra e alla ricerca di libertà e verità.
Un luogo che negli ultimi dodici mesi è stato teatro di bella politica è il salone dei mosaici della stazione marittima di Messina, che ha visto innumerevoli assemblee dei marittimi e che – per questo- abbiamo scelto per ospitare la nostra festa di autofinanziamento per la manifestazione del 20 ottobre.
Se volete saperne di più andate su www.comunistisiciliani.it e su www.20ottobre.org .-
A me , in questo luogo virtuale, basta soltanto trasmettervi un’emozione e rafforzare il ricordo attraverso i miei scatti.
T.
 
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